Le Radici della Separazione è un libro che mi accompagna con coraggio a integrare la mia storia con il mio stato presente. Regala informazioni concrete che, come spilli leggeri e necessari, provocano la rottura delle bolle illusorie e fantasiose che ho costruito nel tempo, riportandomi con i piedi per terra, nel qui ed ora. Per me questo libro incarna pienamente l’insegnamento fondamentale: “Se non si accetta la realtà del passato non si può vedere il presente”.
Da allieva e persona profondamente grata alla scuola JanusJanua per quanto ho potuto attraversare e guarire fino ad oggi, sento come questo testo rispecchi la mia necessità di un tempo di cura autentico per me stessa. Da qui sto riscoprendo “Ubuntu”, percependo come ogni cosa dentro di me si rifletta dal micro al macro e sentendo che la coscienza di questo tempo vuole mostrarmi quanto siamo uniti e collegati: “il buio può farsi mezzo di Luce”. Per me questo è un tempo che nasce dalla mia scelta consapevole di voler vedere pezzetto dopo pezzetto, dando al mio corpo il tempo di sciogliere le contrazioni, rilassarsi e tornare a vivere pienamente.
Come l’autrice afferma nel testo, “l’interrelazione continua a richiamarci perché fa parte delle nostre radici e di come intimamente funzioniamo”: per me questo libro è un ponte da attraversare per rimettersi in contatto con se stessi e con gli altri, con i propri tempi, per interrogare e nutrire la propria umanità. La bellezza di questi passi con fermezza ci mostra ciò che c’è, ma con altrettanta dolcezza ci insegna che, ripulendo lo sguardo, possiamo scegliere consapevolmente di quali forze nutrirci.